ANGELI vs MOSTRI. Religiosità e superstizione nel mondo del mare

Quando

dal 21 agosto 2005

Dove

Riccione, Oltremare

La mostra

Organizzata da: Oltremare - Riccione
Curatore: Antonio Bortolotti
Produzione e organizzazione: Anonima Talenti

Da sempre l’uomo ha guardato l’ambiente marino con amore e venerazione, ma anche con rispetto e timore e, nel leggendario, il mare ha sempre rappresentato ruoli opposti: l’origine della vita e il suo annientamento. Varie espressioni dell’immaginario collettivo sono evocate dalla essenza marina; demoni terrificanti, mostri terribili, animali giganteschi, impressionanti tempeste e navi fantasma… Per esorcizzare queste ataviche paure gli uomini di mare ricorsero istintivamente alla magia, utilizzando, accanto a precisi rituali, amuleti, talismani e sacchetti magici. Oltre alle forme pagane di difesa esistevano poi le effigi sacre, nonché i rituali esorcistici per placare le forze negative delle acque (con l’avvento dell’era cristiana molte figure mitologiche vengono infatti sostituite da creature infernali). Mentre orazioni speciali favorivano abbondanti pescagioni, altre proteggevano dall’annegamento, altre ancora placavano le temute tempeste.

Quando si trovavano in mare, a solcare quella infinita distesa acquea, a volte placida e a volte furibonda, i marinai si affidavano a questi elementi per proteggersi dalle insidie.

Negli spazi espositivi di Oltremare si possono ammirare preziose testimonianze e rare documentazioni di queste usanze, presenti da quando l’uomo decise di solcare il mare: dagli elementi classici della tradizione magica alle medaglie protettive della tradizione religiosa. Il visitatore potrà osservare anche reperti di grande rarità come i ‘bocconcini’ ossia delle piccole immagini religiose di carta che venivano ingurgitate a scopo protettivo contro la peste, o gli Agnus Dei, effigi devozionali di cera che se portate addosso allontanavano streghe, demoni e naufragi. I reperti dell’esposizione, che vanno dal secolo XVI al XIX, rappresentano un patrimonio che ci appartiene e che va conosciuto. Anche oggi troviamo tracce delle antiche credenze: se doveste trovarvi su un’imbarcazione, nel bel mezzo di un pauroso tifone (a proposito, Tifone era il signore dell’abisso degli egizi così come Tifeo era il demone greco provocatore di uragani), potreste aver modo di veder un marinaio correre a prua, proferendo formule rituali tramandate di generazione in generazione, quindi far il gesto plateale di tagliare con un coltello l’aria. E non dovrete stupirvi se, all’improvviso, la tempesta si placherà

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