ANTONIO CANOVA. All'origine del mito

Quando

Dal 13 giugno all'11 ottobre 2015

Dove

Aosta, Centro Saint-Bénin

La mostra

Produzione e organizzazione: Anonima Talenti

 

La mostra, frutto della collaborazione fra la Fondazione Canova di Possagno e la Soprintendenza per i beni e le attività culturali della Valle d’Aosta, è dedicata al massimo esponente del Neoclassicismo, che nelle sue opere ha fatto rivivere la bellezza dell’antica statuaria greca e i temi della mitologia classica.

 

La rassegna, curata da Mario Guderzo, direttore del Museo Gipsoteca di Possagno (Treviso), paese natale di Canova, e dallo studioso Giancarlo Cunial, rappresenta un’occasione unica per ammirare un nucleo consistente di gessi del Canova, alcuni dei quali sono pezzi unici poiché non esistono più gli originali in marmo, andati perduti.

 

In mostra una selezione di oltre sessanta opere: preziosi gessi, alcuni marmi, acqueforti, dipinti a tempera e olii provenienti dalla Fondazione Canova, che documentano l’origine del mito - come giustamente recita il sottotitolo della mostra - dallo schizzo iniziale al bozzetto in terracotta, alla statua in argilla fino al modello in gesso su cui venivano fissati i chiodini (chiamati “repère”), grazie ai quali era possibile trasferire nel marmo le esatte proporzioni dell’opera. Tra le opere esposte ricordiamo l’elegante scultura in gesso Danzatrice con le mani sui fianchi (1812) e il busto in marmo Francesco I d’Austria (1804).

 

Antonio Canova nacque a Possagno (Treviso), nel 1757. Fin da giovanissimo denotò una naturale inclinazione per la scultura. Nel 1768 cominciò a lavorare nella bottega d’arte dei Torretti che successivamente lo introdussero nel mondo veneziano ricco di fermenti culturali e artistici. A Venezia, Canova frequentò la scuola di nudo all’Accademia e studiò disegno traendo spunto dai calchi in gesso della Galleria di Filippo Farsetti. Nel 1779 Canova compì il suo primo viaggio a Roma, dove produsse le sue opere più belle. Egli fu anche pittore, soprattutto nel periodo che trascorse nuovamente nel suo paese natio, poiché Roma era stata occupata dai francesi. Gran parte dell’opera pittorica dell’artista rimase di sua proprietà e oggi è possibile ammirarla al Museo Gipsoteca Canoviana di Possagno.

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