IL VENTRE DELL’ARCHEOLOGO. Le sculture di Giorgio De Chirico

Quando

Dal 8 luglio
al 30 settembre 2012

Dove

Chianciano, Civico Museo Archeologico e delle Acque

La mostra

Organizzata da: Vernice Progetti Culturali
Curatore: Franco Calarota
Produzione e organizzazione: Anonima Talenti

 "Senza la scoperta del passato, non è possibile la scoperta del presente". E` con le parole stesse di Giorgio de Chirico che è possibile svelare il senso dell`incontro tra l`arte del genio metafisico di un grande maestro come de Chirico e l`archeologia.

Un incontro che nella sua ricerca ha esiti sorprendenti e che Chianciano Terme celebra con la mostra molto particolare dal titolo "De Chirico. Il ventre dell`archeologo", dall`8 luglio al 30 settembre presso il Museo Civico Archeologico. Tra gli eventi di rilievo di ArcheoFest 2012, il festival nazionale dell`archeologia, la mostra espone accanto ai vasi e ai canopi della collezione, i capolavori del grande artista, quali insoliti ospiti del museo. Un nucleo di nove opere scultoree - in bronzo dorato, argentato e patinato - che risultano di straordinario impatto scenografico contestualizzate per la prima volta in un museo archeologico.

«Giorgio de Chirico - spiega Franco Calarota curatore della mostra - svela allo spettatore la sua intenzione di frequentare il museo per utilizzare nelle sue opere ogni reperto ed andare così "al di là della fisica", spostandosi in questo modo al di fuori del mondo a lui attuale in una dimensione che sia appunto Metafisica. Dopo le prime avanguardie il cui obiettivo era quello di rompere con tutto quanto ci fosse di già visto e di già fatto per essere originali ad ogni costo, de Chirico sceglie piuttosto di essere "originario" e di rivolgersi a quell`universo mitologico che affonda le sue radici nel glorioso passato della storia dei popoli del Mediterraneo. Ma attenzione perché nell`opera di de Chirico il dirigere il vettore verso il passato, non deve essere interpretato come un semplice lavoro di emulazione e recupero di un tempo lontano troppo perfetto per poter essere superato, ma al contrario, Giorgio de Chirico utilizza la rovina o il reperto archeologico allo stesso modo in cui Marcel Duchamp prende un banale oggetto quotidiano per creare i suoi ready-made e cioè: rivendicando un valore estetico ad ogni oggetto e circostanza preesistente a lui.

Quello di de Chirico è senza dubbio un sensazionale ritorno, una rimpatriata nella storia dell`arte che mira non solo a rispolverare la memoria e la tradizione, le ricche immagini nascoste nei magazzini dei musei, pieni di capolavori dimenticati o abbandonati in favore di una modernità "a tutti i costi", ma anche al nobilitare i luoghi squallidi del presente attraverso il loro inserimento in quelli di un passato illustre».

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