MARIO CAVAGLIERI

Quando

Dal 10 febbraio
al 1 luglio 2007

Dove

Rovigo, Palazzo Roverella

La mostra

Organizzata da: Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo, Comune di Rovigo, Accademia dei Concordi
Curatore: Vittorio Sgarbi
Produzione e organizzazione: Anonima Talenti

Donne belle e selvagge, colori ed emozioni forti. Ma anche i silenzi e la dolcezza del paesaggio naturale. Tutto questo è Mario Cavaglieri (1887-1969), un artista che per molti è oggetto di culto, tuttavia “nascosto” ai più. 

Una vera retrospettiva su di lui mancava da molti anni: a colmare questa clamorosa lacuna provvede la città in cui è nato, Rovigo, con una grande mostra che svelerà a tutti le meraviglie della sua arte. 

Il grande Roberto Longhi, che per Cavaglieri aveva un debole, non esitava a celebrare i suoi “colori primordiali”. Molti per questo lo hanno avvicinato a Bonnard o Matisse, altri ai toni intimistici di De Pisis. Un contrasto solo apparente dato che Cavaglieri sapeva essere sia un magnifico, sensuale cantore, protagonista della più sfrenata vitalità, sia un ammaliato aedo dell’armonia e della dolcezza. 

Pittore per vocazione, Cavaglieri sviluppò la propria formazione artistica nella più completa indipendenza dai movimenti di avanguardia. Le sue composizioni paiono infatti assolutamente autonome, personali e rivelano il tentativo di conciliare gli apporti della pittura moderna con le ricchezze della tradizione veneta, dando vita ad un autonomo “gusto”, reso con un cromatismo quasi aggressivo, spesso ingentilito da rasserenanti e ammalianti presenze femminili. Egli diventa l’appassionato e sensibile narratore del suo tempo, svela donne affascinanti, entra nei salotti un po’ chic e un po’ blasé di una società borghese sulla via del tramonto. I suoi dipinti traducono su tela questi salotti, proponendoli in immagini ricercate e meticolose: stoffe, tappeti, ceramiche, orologi e arredi in genere, colti da uno sguardo fotografico e resi con vigore cromatico, sembrano riferirsi a illustrazioni di brani letterari dannunziani. 

I dipinti degli "anni brillanti", cuore della rassegna, mostrano la grande abilità tecnica raggiunta dall`artista nel rendere in rilievo pregiati suppellettili, articolando la superficie pittorica con una materia coloristica densa e generosa e con colori dai toni vivaci. 

Poi, nel 1925 l’artista lascia l’Italia e i suoi salotti per ritirarsi nel silenzio della sua tenuta di Peyloubère, a Pavie presso Auch, nel sud della Francia. La vita mondana e gli oggetti di lusso sono ormai un ricordo; ecco allora che il pittore, sedotto dalla bellezza delle vedute della Guascogna, rivolge il suo interesse alle scene rustiche, ai paesaggi eseguiti alla luce del giorno, nei quali si avverte il ricordo della terra natia e il riflesso di una vita contemplativa. 

La mostra, con 150 opere esposte (alcune delle quali tornano per la prima volta in Italia), ripercorre per intero la sua vita artistica: dagli esordi, che ritraggono la vita quotidiana, alle grandi stagioni di Ca` Pesaro e delle Biennali di Venezia, che documentano una vena creativa autentica e personalissima, fino ai dipinti eseguiti durante il suo definitivo ritiro in Francia che ci offrono un grande artista ancor più libero da ogni condizionamento. 

Fotogallery